Newsletter del 31/01/2020 Archivio Newsletter
FINANZA LOCALE
L'utilizzo delle anticipazioni di liquidità per coprire nuove spese è illegittimo da parte dell'Ente - C. Cost. Sent. n. 4/2020 -
La questione era stata rimessa in via incidentale dalle Sezioni riunite in speciale composizione della Corte dei conti in ordine al ricorso di un Comune contro la delibera della competente sezione regionale di controllo che aveva accertato il difetto di copertura di alcune partite di spesa, assumendo misure interdittive. Con la sentenza la Suprema Corte spiega che l'inidoneità delle anticipazioni a rimuovere situazioni di deficit strutturale deriva non solo dal contrasto con l'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, ma anche da dati elementari dell'esperienza, secondo cui solo un investimento efficace può assicurare, la compensazione con i debiti che si contraggono attraverso l'assunzione del prestito. Le anticipazioni di liquidità sono utilizzabili dagli enti locali in senso costituzionalmente conforme solo per pagare passività pregresse iscritte in bilancio, in quanto sono prestiti di carattere eccezionale finalizzati unicamente a rafforzare la cassa quando l'ente non riesce a pagare le passività accumulate negli esercizi precedenti. La Corte ha altresì stabilito gli effetti della sentenza sulla gestione contabile degli enti locali che abbiano applicato le norme illegittime ai propri disavanzi: ognuno rideterminerà correttamente i propri disavanzi e provvederà agli accantonamenti secondo le disposizioni vigenti al tempo di ciascuno dei pregressi esercizi.
PERSONALE E ORGANIZZAZIONE
Affidamento del servizio di mensa scolastica, requisiti di legittimità - Cons.St. Sez. V n. 389/2020 -
I giudici di Palazzo Spada sono chiamati a decidere sulla sentenza del Tar che respingeva il ricorso di una società non aggiudicataria del servizio mensa. Tra i motivi della ricorrente: l'illegittima modifica del costo del lavoro dell'offerta dell'aggiudicataria, modifica non ammessa perché il costo è elemento dell'offerta tecnica, l'inammissibile subappalto del servizio di preparazione dei pasti affidato dalla società di cui l'aggiudicataria ha dichiarato di volersi avvalere ai soli fini dell'utilizzo del centro di cottura, violazione della clausola sociale. Con il primo motivo d'appello deve ricordarsi il consolidato orientamento giurisprudenziale per il quale nelle gare pubbliche, sono consentite giustificazioni sopravvenute e compensazioni tra sottostime e sovrastime, anche qualora le stesse riguardino il costo della manodopera purché l'offerta risulti nel suo complesso affidabile al momento dell'aggiudicazione. Per quanto concerne il secondo motivo, anche sulla base del bando, non sussisteva alcun obbligo di dimostrare in sede di gara la disponibilità del centro cottura, essendo sufficiente una mera dichiarazione di impegno ad acquisirne la disponibilità per l'esecuzione della prestazione, cosa già ammessa anche nella precedente giurisprudenza. Con il terzo motivo il CdS chiarisce che l'appaltatore subentrante non è obbligato ad assumere tutto il personale in forza al gestore uscente, né lo stesso ha l'obbligo di applicare ai lavoratori esattamente le stesse mansioni e qualifiche che avevano alle dipendenze del precedente datore di lavoro.
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