Newsletter del 28/04/2020 Archivio Newsletter
ORGANI ISTITUZIONALI
La compressione di diritti fondamentali della persona è secondaria rispetto al valore primario e generale della salute pubblica - Cons. di Stato sede giur. Sez. III n. 1553 del 30 marzo 2020 -
E' in argomento il caso di un bracciante calabro, al quale viene imposta tramite ordinanza sindacale la quarantena, come conseguenza della violazione da parte dello stesso appellante, di un'ordinanza regionale imposta ai fini del contenimento della diffusione del virus. Nell'appello, si sostiene la censura del decreto cautelare del Presidente T.A.R. Calabria, affermando che l'appellante non solo non è è positivo al virus, ma non ha avuto recenti contatti con persone contagiate e lavora in un settore non bloccato dai provvedimenti in vigore. Inoltre egli lamenta il pregiudizio consistente nel non poter lavorare, rischiando, il licenziamento e nella preclusione ad attendere ad attività di stretta necessità quotidiana. Implacabile il rigetto da parte del Consiglio di Stato che pur constatando la severità delle misure, le legittima nonostante appunto siano "fortemente compressive di diritti anche fondamentali della persona - dal libero movimento, al lavoro, alla privacy - in nome di un valore di ancor più primario e generale rango costituzionale, la salute pubblica, e cioè la salute della generalità dei cittadini, messa in pericolo dalla permanenza di comportamenti individuali (pur pienamente riconosciuti in via ordinaria dall'Ordinamento, ma) potenzialmente tali da diffondere il contagio, secondo le evidenze scientifiche e le tragiche statistiche del periodo". Per questo il danno individuale non può giustificare l'allargamento delle maglie del contenimento imposto nell'interesse della collettività. La richiesta dell'appellante deve essere respinta anche in virtù del fatto che le conseguenze dannose da lui invocate non rivestono carattere di irreversibilità essendo previste misure a livello statale volte a compensare e ristorare i danni derivanti dall'assenza forzosa da lavoro. Solo al termine della quarantena, sarà possibile la valutazione dell'eventuale ed effettivo danno da mancata retribuzione per i giorni coperti dall'ordine di quarantena contestato, salvo che, come è ipotizzabile, detto pregiudizio economico venga riparato dalla normativa di tutela dei lavoratori colpiti.
ORGANI ISTITUZIONALI
Sono prioritarie le misure approntate per la tutela della salute pubblica, stabilite attraverso ordinanza sindacale, rispetto alla compressione di alcune libertà individuali - Tar Sardegna, sez. I, dec., n. 122 del 7 aprile 2020 -
Il ricorso in commento è effettuato da alcuni cittadini sardi, contro ordinanze sindacali, a loro dire troppo restrittive, attraverso le quali gli organi comunali intendevano tutelare la popolazione rispetto al diffondersi dell'epidemia di Covid19. Il sindaco, attraverso le due ordinanze delle quali viene richiesta la sospensione, stabiliva una serie di accorgimenti stringenti anche per quanto attinente l'approvvigionamento da parte dei cittadini di beni alimentari, prevedendo l'ingresso nei grandi esercizi commerciali (tipo supermercati) per sole due volte a settimana agli appartenenti allo stesso nucleo, mentre per quelli piccoli stabiliva un accesso quotidiano. I ricorrenti lamentano l'illegittimità delle ordinanze impugnate sotto diversi profili, nonché in considerazione del danno lesivo di un interesse che sarebbe pregiudicato in maniera immediata ed irrimediabile, ricorrendo pertanto all'istanza di sospensione cautelare monocratica, per tutelare i diritti alla riservatezza, alla libertà di movimento nonché alla possibilità di approvvigionarsi di beni di prima necessità"; Il TAR nelle ragioni legittimanti il rifiuto afferma che "le ordinanze contingibili e urgenti impugnate risultano adottate in presenza dei presupposti di necessità e urgenza in materia sanitaria e non si pongono in contrasto con le disposizioni dettate a carattere nazionale e a livello regionale". Inoltre esse sono maggiormente restrittive, in quanto volte a contrastare atteggiamenti della cittadinanza refrattari alle misure di contenimento.Le stesse ordinanze non hanno carattere di irragionevolezza, nel contesto emergenziale, apparendo invece legittima la scelta di limitare il numero delle volte in cui può essere consentito al cittadino di recarsi in esercizi commerciali per l'approvvigionamento dei necessari beni alimentari. Anche il prescritto obbligo di indossare all'interno degli stessi guanti e mascherine, rientra nei poteri adottati in via cautelativa a tutela della salute pubblica.
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