Newsletter del 04/02/2021 Archivio Newsletter
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E' possibile la consumazione del pasto domestico nelle sezioni a modulo - Cons. di Stato sez. VI sent. n. 7640 del 2 dicembre 2020 -
Il Consiglio di Stato chiamato ad esprimersi sull'annosa questione della consumazione nelle mense scolastiche dei pasti preparati a casa, ribalta la decisione del TAR lombardo e apre alla possibilità del consumo dei pasti domestici, nelle sezioni a modulo. Il tema della ristorazione scolastica non è soltanto semplice soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali, ma anche educazione e promozione della salute dei bambini, coinvolgente anche i docenti e i genitori attraverso la promozione di abitudini alimentari corrette e la contestuale agevolazione della socialità nel momento di pausa didattica quotidiana. I genitori appellanti infatti chiedevano l'accoglimento da parte dell'Istituto scolastico non solo della possibilità di autorefezione, ma anche il diritto ad essere ammessi a consumare alimenti di preparazione domestica nel locale adibito a refettorio, unitamente e contemporaneamente ai compagni di classe, sotto la vigilanza e con l'assistenza educativa dei docenti. La sez VI del CdS evidenzia quindi come siano accoglibili le richieste dei genitori in virtù del fatto che la vigilanza, durante il tempo mensa, deve essere affidata in ogni caso al personale insegnante, dato che nell'orario obbligatorio è compreso anche quello dedicato alla refezione. Inoltre il servizio di mensa scolastica è definibile, in base alle disposizioni vigenti, facoltativo a domanda individuale pertanto la richiesta di consumare individualmente il proprio pasto in linea di principio può essere accolta, secondo modalità che favoriscano la socializzazione degli alunni, ma soprattutto ne azzerino i rischi in materia di salute e sicurezza, in applicazione analogica dell'art. 26, quinto comma, del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (su tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), ed in ogni caso sotto la vigilanza del corpo docente.
SERVIZI
Il Presidente dell'Unione di comuni è legittimato a chiedere pareri alla Corte dei Conti - Corte dei Conti sez. aut. Delibera 1 del 7 gennaio 2021 -
La questione di massima rimessa dalla Sezione regionale di controllo per l'Emilia- Romagna attiene al profilo dell'ammissibilità soggettiva della richiesta di parere presentata dal Presidente dell'Unione Rubicone e Mare, Unione di comuni. Come già specificato da questa Sezione delle autonomie infatti i limiti della funzione consultiva attribuita alla Corte dei conti attengono, quanto al profilo soggettivo, sia all'ente che ha la capacità di proporre l'istanza: a legittimazione soggettiva esterna a richiedere pareri alle Sezioni regionali di controllo appartiene alle Regioni, che la esercitano direttamente, e a Comuni, Province e Città metropolitane, le cui richieste sono formulate, di norma, tramite il Consiglio delle autonomie locali, se istituito; la legittimazione soggettiva interna, riguarda il potere di rappresentanza del soggetto che agisce in nome e per conto dell'ente nella richiesta di parere. La Sezione remittente, dopo aver evidenziato che rimane demandato alla stessa il giudizio circa l'ammissibilità oggettiva del quesito ha chiesto l'ausilio ermeneutico alla Sezione delle Autonomie in ordine all'interpretazione dell?art. 7, comma 8, della legge 5 giugno 2003, n. 131, posto che l'Unione di comuni non è espressamente inclusa nell'elencazione normativamente prevista. Evidenziato che i limiti della funzione consultiva attribuita alla Corte dei Conti attengono, quanto al profilo soggettivo sia all'ente che alla capacità di proporre l'istanza, sia al soggetto che può effettuare formalmente la richiesta, la Sezione delle Autonomie con delibera n. 1/SEZAUT/2021/QMIG ha statuito quanto segue: " l'Unione di comuni, in persona del Presidente, è legittimata a ricorrere all'attività consultiva della Corte, ai sensi dell'articolo 7, comma 8, della legge n. 131 del 2003, limitatamente a questioni inerenti alle funzioni proprie esercitate dall'Unione stessa".
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