Newsletter del 01/11/2020 Archivio Newsletter
LAVORI PUBBLICI E FORNITURE
Appalti, nella gara per il servizio di refezione scolastica è ammissibile la clausola della disponibilità di un centro di cottura - Tar Napoli sez. VII sent. 24 novembre 2020 n. 5499 -
Nell'appalto avente a oggetto il servizio di refezione scolastica la clausola della lex specialis di gara, che richiede la disponibilità di un centro di cottura, non introduce una causa di esclusione non prevista per legge, e quindi nulla ai sensi dell'art. 83, comma 8, d.lgs. n. 50 del 2016, e ciò in quanto, attenendo al servizio di fornitura dei pasti, per l'oggetto della procedura di gara di refezione scolastica può senz'altro ritenersi riguardanti i livelli minimi di capacità tecnica. La sentenza si è incentrata sulla nullità delle clausole della lex specialis di gara relative alla "disponibilità del centro di cottura" al momento della presentazione dell'offerta, in quanto distorsive della concorrenza. A tal proposito, Il Tar ha chiarito che il divieto di porre cause di esclusione non previste per legge, a pena di nullità della clausola, è previsto dall'art. 83, comma 8, d.lgs. n. 50 del 2016. Le cause di esclusione nulle sono quelle che contengono "ulteriori prescrizioni" rispetto a quelle che le stazioni appaltanti indicano sulle "condizioni di partecipazione richieste, che possono essere espresse come livelli minimi di capacità" e su cui effettuano "la verifica formale sostanziale delle capacità realizzative, delle competenze tecniche professionali". Venendo al caso di specie, i giudici hanno ritenuto che le previsioni relative alla disponibilità del centro di cottura debbano ritenersi attinenti ai livelli minimi di capacità, dunque, rientranti tra le condizioni di partecipazione e non tra le "ulteriori prescrizioni" per le quali è prevista la nullità ai sensi dell'art. 83, comma 8, ultima parte, d.lgs. n. 50 del 2016. Le clausole in contestazione, infatti, attengono al servizio di fornitura dei pasti, che, per l'oggetto della procedura di gara di refezione scolastica, possono senz'altro ritenersi riguardanti i livelli minimi di capacità tecnica. Deve, pertanto, escludersi che si tratti di previsioni eccedenti i limiti specificati per le clausole di esclusione dall'art. 83, comma 8 del "secondo codice" degli appalti pubblici. Pertanto il Tar pronunciandosi sul ricorso, in parte lo dichiara in parte inammissibile, e lo respinge.
URBANISTICA E TUTELA AMBIENTALE
Ripubblicazione del Puc a seguito di modifiche introdotte dalla Regione - Consiglio di Stato sez. IV sen. n. 7027 del 23 novembre 2020 -
Il Consiglio di Stato, ha chiarito i termini dell'obbligo della ripubblicazione del piano urbanistico comunale, a seguito di modifiche introdotte dalla Regione all'atto dell'approvazione. IL CdS ha puntualizzato che occorre distinguere tra modifiche "obbligatorie" (in quanto indispensabili per assicurare il rispetto delle previsioni del piano territoriale di coordinamento, la razionale sistemazione delle opere e degli impianti di interesse dello Stato, la tutela del paesaggio e dei complessi storici, monumentali, ambientali e archeologici, l'adozione di standard urbanistici minimi), modifiche "facoltative" (consistenti in innovazioni non sostanziali) e modifiche "concordate" (conseguenti all'accoglimento di osservazioni presentate al piano ed accettate dal Comune). Ha poi aggiunto che, per le modifiche "facoltative" e "concordate", ove superino il limite di rispetto dei canoni guida del piano adottato, sussiste l'obbligo della ripubblicazione da parte dell'Ente diversamente, per le modifiche "obbligatorie" tale obbligo non sorge, poiché proprio il carattere dovuto dell'intervento regionale rende superfluo l'apporto collaborativo del privato, superato e ricompreso nelle scelte pianificatorie operate in sede regionale e comunale. A supporto della conclusione raggiunta, il Consiglio ha affermato che la necessità di ripubblicazione del piano viene, dunque, ritenuta sussistere allorché, in un qualunque momento della procedura che porti alla sua approvazione, vi sia stata una sua rielaborazione complessiva, cioè un mutamento delle sue caratteristiche essenziali e dei criteri che alla sua impostazione presiedono. Infine, l'organo giudicante ha escluso che si possa parlare di rielaborazione complessiva del piano, quando, in sede di approvazione, vengano introdotte modifiche che riguardino la disciplina di singole aree o singoli gruppi di aree. In altri termini, l'obbligo de quo non sussiste nel caso in cui le modifiche consistano in variazioni di dettaglio che comunque ne lascino inalterato l'impianto originario, quand'anche numerose ovvero incidano in modo intenso sulla destinazione di singole aree o gruppi di aree.
I documenti in evidenza
Sentenze e Pareri
Documenti Anci-Ancitel
Regolamenti
Normativa
Circolari, Risoluzioni e Delibere

Servizio gratuito offerto da Ancitel - la rete dei Comuni italiani - Marchio in licenza d'uso a Anci Digitale SpA
Per accedere ai documenti occorre utilizzare i codici dei Servizi di Base
Se hai ricevuto questa email per errore o desideri essere rimosso dalla nostra mailing list inviaci un messaggio email.